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 La perfezione non esiste. L’ordine sì. 

 

Voglio cominciare questo articolo facendo un mea culpa, mea grandissima culpa. Sono stato un consumatore compulsivo per anni. Un po’ per attitudine personale, un po’ perché circondato da consumatori compulsivi come me.

Mi sono ritrovato spesso, quasi sempre, ad essere mosso all’acquisto dalle seguenti ragioni:

  • “Vabbè ma per 10 euro lo prendo”
  • “Cavolo è in offerta, non lo troverò mai più a questo prezzo”
  • “Lo prendo che sennò poi mi pento”
  • “Compro un sacco di stupidaggini, vale la pena spendere adesso perché questo mi serve”
  • “Davvero particolare, magari non lo userò sempre ma prima o poi mi sarà utile2
  • “Lo usa un mio amico ha detto che per lui è perfetto “
  • “Lo prendo, tanto poi  se non mi piace lo regalo a mia mamma, a mio zio, a mio fratello “.

Potrei andare avanti per ore. Quasi mai i miei acquisti sono stati spinti dall’unico motivo valido per comprare qualcosa:

“MI SERVE DAVVERO?”

Facciamo una distinzione. Esistono due tipi di bisogni. Quelli primari, che sono strettamente connessi alla nostra sopravvivenza. Cibo, vestiti, casa, acqua ecc.
E poi ci sono bisogni secondari, quelli indotti dalla società, dal contesto sociale, dalla voglia di apparire o di seguire le mode ecc.

Oggettivamente, però, non possiamo dire che con il solo soddisfacimento dei nostri bisogni primari siamo in grado di sopravvivere. Non in questo mondo almeno. Molto spesso il nostro lavoro, la nostra capacità di essere connessi con il mondo e la nostra felicità dipendono dal soddisfacimento dei bisogni secondari.

Potresti vivere senza telefono? Senza computer? Senza lenti a contatto? Senza mettere il deodorante?

La risposta è SI. Ma a quale prezzo? In questo momento, in questa vita, in questa parte del mondo i tuoi bisogni secondari possono diventare, e spesso diventano, bisogni primari. Sono in grado, cioè, di garantire la tua sopravvivenza  (ovviamente esiste una fetta di popolazione per quale queste cose sono superflue, ma non credo tu sia un amish).

E poi ci sono altri bisogni, quelli che appagano lo spirito, che hanno la stessa importanza di quelli primari. Un libro, un concerto, un museo. O i tuoi hobby, le tue passioni.
Insomma, è tutto importante. Ma come fare una cernita allora? Come decidere se un acquisto è consapevole?

Il primo passo da compiere è porsi delle domande. “MI SERVE DAVVERO? NE HO DAVVERO BISOGNO? QUANTO SARO’ APPAGATO NEL LUNGO TERMINE DA QUESTO ACQUISTO”. Ma non basta porsi un quesito, bisogna rispondere senza influenze e senza preconcetti, che la tua mente tenderà a sviluppare.

Una risposta d’impulso potrebbe essere falsata dalle circostanze quindi…..ASPETTA.

A meno che non sia assolutamente urgente e indispensabile  rimanda l’acquisto ad un secondo momento, quando il tuo cervello avrà avuto tempo di riflettere. Iter da seguire non solo quando sei fisicamente in un negozio. Anche su Amazon per esempio: riempi il tuo carrello e poi clicca sulla spunta “salva per dopo”.

Ci tornerai qualche giorno dopo. Se passi davanti ad una vetrina e guardi qualcosa che cattura la tua attenzione  prenditi la libertà di vedere l’oggetto dei desideri da vicino (anche per controllarne la fattura) e poi non cedere alla tentazione di tirare subito fuori il bancomat. Vai via, e nei giorni successi pensaci su.

Vedrai che solo applicando questo semplice metodo riterrai non necessario il 90% dei tuoi acquisti.

Nota bene: se un oggetto ti serve veramente non aspettare un tempo infinito, lo stress della scelta potrebbe infatti sortire l’effetto contrario. Sarai talmente stanco di cercare, verificare le prestazioni, confrontare prezzi e andare a caccia di offerte che finirai per fare un acquisto d’impulso, con il solo scopo di toglierti il pensiero. 4 – 5 giorni di attesa sono un tempo che ritengo sufficiente.

PER GLI ACQUISTI SU AMAZON affidati ai siti che controllano e monitorano per te l’andamento dei prezzi.

Ce ne sono tanti, il mio preferito è keepa.com (se sei interessato lascia un commento e scriverò un articolo al riguardo). Il sito ti inoltrerà una mail nel momento in cui il prezzo dell’articolo scenderà. Spesso il risparmio è notevole (io ad esempio ho comprato una cover originale Samsung per il mio cellulare a 2 euro).

CHIEDI IN PRESTITO
Non vergognarti di chiedere aiuto ad un amico, o anche solo un conoscente. Pensare di possedere tutti gli oggetti che ci serviranno nel corso di una vita è pura follia. Non hai bisogno di comprare un’idropulitrice se la userai soltanto una volta. Chiedi in prestito alla tua rete di contatti, gli altri si sentiranno autorizzati a fare lo stesso con te. Il che potrebbe anche diventare un’occasione di incontro, oltre che di scambio.

ASCOLTA I PARERI di chi ne sa più di te, ma facendo un po’ di attenzione. Se sei alla ricerca di un computer con molta probabilità ascoltare un ingegnere informatico non farà altro che confondere le tue idee. Ti perderai in mille nozioni che non conosci e finirai per comprare quello che lui ti ha consigliato (non sempre bene, purtroppo). Chiedi a chi invece fa un utilizzo di ciò che stai per comprare simile al tuo.  In questo modo eviterai di acquistare un prodotto nettamente al di sopra delle tue capacità di utilizzo.

Non ha senso comprare una Ferrari se poi vai sempre a 30 all’ora no?

CERCA INFORMAZIONI SOLO QUANDO TI SERVONO
A ben riflettere non ha molto senso essere continuamente informato sugli ultimi prodotti immessi sul mercato se non mi sono necessari.  Recensioni sulle ultime novità faranno sembrare le tue cose obsolete e generanno un bisogno indotto. Fino a quel momento, ad esempio, ti trovavi benissimo col tuo cellulare. Ma poi hai scoperto che quello nuovo è molto più figo. E GRAZIE! Il mercato punta esattamente a questo.

Se non senti il bisogno di comprare o di cambiare qualcosa con un modello più recente, semplicemente non farlo. Questo vuol dire  che quello che hai è più che sufficiente alle tue esigenze.

ULTIMA DOMANDA

L’ultima domanda da porti è : “ come sarebbe la mia vita senza?”.

Questo è il passaggio che racchiude tutto quanto detto fino a questo momento. Ma, a differenza delle prima citate all’inizio dell’articolo, questa domanda non se la pone quasi nessuno. Eppure è così ovvia.

Scoprirai che la risposta è sempre la stessa: uguale a prima.

Pensi siano un sacco di passaggi vero? Lo pensavo anche io e mi sono meravigliato di come adesso avvengano nella mia mente alla velocità della luce.  Una volta assimilato il meccanismo la decisione di non comprare qualcosa sarà semplice e immodificabile; anche quando di fianco a te avrai qualcuno pronto a dire la fatidica frase (quella che ti ha fatto fare un sacco di cazzate): “ma sì, prendilo se ti piace”.

E la soddisfazione non di non aver acquistato, di avere scelto di non farlo, sarà immensamente più grande di quella di averlo fatto.

Il potere di DECIDERE.

Spero di esserti stato utile, se hai suggerimenti o domande lascia un commento o scrivimi dalla sezione Contatti!

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