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 La perfezione non esiste. L’ordine sì. 

 

In questi giorni su molti social si torna a parlare di quella che sembrerebbe essere la canzone più rilassante del mondo.

Il brano in questione è Waithless del trio Marconi Union ,di cui esistono 2 versioni, una da otto minuti (che puoi trovare qui) e una da 10 ore (che puoi trovare qui).

Sono stato sempre molto affascinato dalle tecniche di rilassamento e, nel corso degli anni, ho voluto provarle un po’ tutte, anche affidandomi all’aiuto di uno specialista, essendo l’ansia una mia fedele compagna di vita sin da quando ero bambino. 

Per quella che è la mia esperienza personale ho avuto modo di verificare che le tecniche di rilassamento sono complesse e lunghe, richiedono costanza e impegno. 

Il primo passo da compiere è quello di VOLERSI davvero rilassare. Se ti aspetti che una canzone, o una voce guida, o delle tecniche di respirazione facciano il lavoro al posto tuo, sei fuori strada.

Ho riscontrato l’efficacia di una terapia, ma solo se applicata con costanza e meticolosità. Ho deciso quindi di provare ad ascoltare questa canzone per verificare gli effetti miracolosi che vengono millantati.

Secondo uno studio condotto dalla società britannica Mindlab pare, infatti, che un ascolto prolungato del brano (almeno 5 minuti) riduca i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, del 65%. La musica sarebbe stata costruita con un decrescendo di battiti, così da sintonizzare il nostro ritmo cardiaco a quello della musica.

 Addirittura se ne sconsiglierebbe l’ascolto in macchina, in quanto potrebbe indurre sonnolenza.

 Insomma, ad una prima analisi , sembrerebbe essere davvero un’ottima soluzione per chi soffre d’ansia. Ma sarà davvero cosi? Vediamo insieme perché certe volte bisognerebbe fare una piccola ricerca su google.

1. LO STUDIO NON HA AVUTO ALCUN SEGUITO

Una scoperta scientifica di tale portata avrebbe dovuto, come sempre accade in questi casi, portare ad ulteriori test, magari ampliando il numero di persone a cui sottoporre l’ascolto del brano, estenderlo ad altre aree geografiche o tipologie di persone. Eppure così non è stato. Nessuno ha tentato di approfondire l’argomento. Un po’ strano non trovate?

 

2.  I PARTECIPANTI ALLO STUDIO ERANO TUTTE DONNE

Circa 40 donne, sottoposte all’ascolto del brano durante alcuni esercizi di logica non meglio specificati. Un campione davvero esiguo, quindi. E, non da ultimo, possiamo davvero qualificare la risoluzione di un puzzle come una situazione stressante? Casomai potremo affermare il contrario.

3. LO STUDIO E’ STATO CONDOTTO DA UNA SOCIETA’ CHE NON HA NESSUN RICONOSCIMENTO SCIENTIFICO

 

Non parliamo infatti di un’università o un ente di ricerca, bensì di una società di Marketing. Insomma, pubblicità! Peraltro lo stesso è stato commissionato dalla Raddox, un’azienda britannica che si occupa di prodotti per la cura del corpo (da sempre prendersi cura si sé viene considerata un’attività rilassante).

 

4. NESSUN DATO SCIENTIFICAMENTE RILEVANTE

Lo studio afferma, come abbiamo già detto, che l’ascolto prolungato del brano abbassi i livelli di cortisolo, ormone legato allo stress. Tuttavia non viene fatta alcuna menzione di analisi del sangue, delle urine o della saliva. Insomma, una rilevazione alquanto approssimativa direi.

 

5. LO STUDIO E’ VECCHIO

Lo studio è piuttosto datato, risale infatti al 2011. Nel frattempo potrebbero essere state composte altri milioni di canzoni più rilassanti e nessuno ci ha detto niente!

Prima di informarmi e di leggere articoli al riguardo ho voluto ascoltare il brano in diverse situazioni della giornata, così da non essere influenzato su eventuali giudizi negativi: al mattino, alla sera, dopo pranzo e mentre lavoravo al PC (in quest’ultimo caso ho ascoltato la versione da 10 ore, anche se non per intero).

Devo ammettere che, effettivamente, il brano è molto rilassante. Più che un brano vero e proprio, però, credo vada inquadrato più come una serie di suoni.

Penso possa essere molto utile se abbinato ad altre pratiche volte al rilassamento, come alle tecniche di respirazione, per esempio.

Un fattore da non sottovalutare, però, è che ognuno di noi trova rilassanti determinati suoni e non altri. Quelli che per alcuni sono fastidiosi rumori per altri possono essere piacevoli melodie. Perché magari associati a ricordi dell’infanzia, o perché legati ad un momento particolare della vita.

Insomma, che la musica sia da sempre strettamente connessa con la nostra mente e che sia in grado di indurre il nostro cervello a provare determinate sensazioni è indubbio. Ma, come sempre, occorre informarsi per verificare che il miracolo a cui tutti gridano, non sia soltanto l’ennesimo caso del fenomeno del sangue di San Gennaro.

Spero che l’articolo ti sia stato utile, se ti va lascia un commento!

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