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 La perfezione non esiste. L’ordine sì. 

 

Ognuno di noi sceglie di spendere i propri soldi in maniera diversa. Chi compra vestiti, chi prodotti per la cura del corpo, chi oggetti tecnologici, chi li spende in cene fuori, chi viaggia. Per non parlare di chi riempie la propria casa di collezioni di ogni genere.

Comprare cose non è soltanto shopping, alle volte. E’ il nostro modo di manifestarci a noi stessi, la voglia di circondarci di cose che ci piacciono nei nostri ambienti, quando chiudiamo fuori quello che, invece, non ci piace.

Perché è importante avere attorno qualcosa che ci rappresenti e che, in un certo qual modo, ci ricordi chi siamo. Gli oggetti smettono di essere solo cose, e diventano parte di noi.

Ricordi che cosa che hai comprato con il primo stipendio che hai ricevuto? Sono sicurissimo di sì. E di certo non si trattava solo di un acquisto, ma era molto di più. Era la tua voglia di contare qualcosa, la tua voglia di indipendenza, la tua voglia di essere qualcosa di NUOVO, la nuova versione di te.

Nel mio blog mi occupo di ordine e di funzionalità. Qualche giorno fa, curiosando qua e là, mi sono imbattuto in questa affermazione, che poi ho scoperto essere una specie di mantra: “Se non puoi comprarlo 3 volte non puoi permettertelo, quindi non dovresti comprarlo”.

Mi sono fermato a riflettere su quante cose io possiedo e che in realtà, stando a quanto letto, non potrei permettermi. Ed effettivamente ne ho trovate parecchie. Ma a voler meglio analizzare mi sono accorto che queste cose sono proprio quelle che amo di più, quelle a cui tengo di più, quelle che conservo con cura e guardo con fierezza.

Sono il frutto dei mie sacrifici, dei miei sudati risparmi, delle mie rinunce, del mio lavoro e della mia fatica. Di tutte le volte che mi sono alzato alle 7 per andare in ufficio senza averne la minima voglia, di tutte le giornate in cui avrei voluto uccidere il mio capo eppure non l’ho fatto, di tutte quelle volte che sono stato trattato con sufficienza e ho risposto con educazione, di tutte quelle volte in cui ” ci pensa il ragazzo”, di tutte quelle volte in cui le persone mi hanno sbattuto in faccia la loro ricchezza, facendo finta che non fosse importante, di tutte le volte in cui ho fatto finta di trovarli interessanti.

Insomma, quelli che potrebbero sembrare solo oggetti sono il frutto della mia determinazione e della mia voglia di essere migliore di qualcun altro. Di tutte le volte in cui in cui ho pensato “non ne vale la pena”. Di tutte quelle volte in cui ho sorpreso qualcuno con la mia intelligenza, con le mie capacità, con le mie abilità e non con il mio denaro.

Sono convinto che tutti dovremmo comprare cose che non possiamo permetterci perché, fermo restando che si tratta di oggetti e quindi non ci definiscono in alcun modo, ci ricordano cosa siamo capaci di fare quando ci mettiamo in testa qualcosa. Ci ricordano che possiamo ottenere quello che vogliamo, che è difficile fermare un’idea.

Ci ricordano qual è la versione migliore di noi stessi, che il valore non sta tanto nell’oggetto ma in quello che abbiamo fatto per ottenerlo, quello sì che ci rappresenta davvero.

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